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Occupazione in Italia: dati e tendenze recenti

Category : Finanza e Società · by Set 26th, 2019

A seguito di una crescita dell’occupazione, ed una conseguente discesa della disoccupazione, registrata nei primi mesi dell’anno in Italia, si riscontra, ad oggi, una leggera flessione di questi dati che illustreremo in questo articolo.

I dati di giugno sono in linea con quelli di maggio: il tasso occupazionale è al 59.1%, formato da una maggiore affluenza lavorativa delle donne (+15 mila unità) rispetto agli uomini (-21 mila unità).
Il dato relativo alla stima degli inattivi fra i 15 ed i 64 anni, cioè coloro che non studiano e non cercano un lavoro, subisce un calo dello 0.1%. In generale, i dati relativi a giugno sono piuttosto positivi.

Per quanto riguarda luglio la situazione risulta leggermente modificata: il tasso generale di disoccupazione sale di 0.1%, per un totale del 9.9%, mentre il tasso di occupazione scende al 59.1%, anch’esso di 0.1%. I dati riferiscono anche che questo riguarda entrambi i generi, sia uomini sia donne, in particolare all’interno della fascia d’età compresa fra 39 e 45 anni.

Questi dati spiegano come le attenzioni alle politiche relative al lavoro, assieme ad una maggiore fiducia della Nazione verso nuove opportunità, abbiano giocato un ruolo fondamentale nel miglioramento delle percentuali, seppure in evoluzioni minime, nei primi mesi del 2019.

L’entusiasmo iniziale, sicuramente a cavallo con la crisi del Governo che era stato eletto e con il nuovo accordo fra le nuove forze politiche per guidare il Paese attraverso la nuova Legge di Bilancio, si è smorzato nel mese di luglio, in attesa di capire quali provvedimenti verranno presi dai vertici.

Che si tratti di delusione per il fatto che questo nuovo Governo non sia frutto di un’elezione ma di un accordo fra parti, o che le politiche riguardanti il lavoro siano state lasciate un po’ da parte durante le ultime sedute parlamentari del Governo Giallo-Verde, in ogni caso i dati segnalano una diminuzione relativi all’occupazione lavorativa nazionale, a scapito dell’economia.

Prospettive di tassazione emerse poco dopo il giuramento del nuovo Governo, non infondono certamente fiducia nei contribuenti che temono l’ingresso di nuove tasse, fino alla reintroduzione di un’eventuale patrimoniale.

Con questi fantasmi alle spalle, si suppone che i dati degli ultimi due mesi non saranno certamente più confortanti. Iniziare a discutere di politiche attive relative al lavoro, aiuterebbe sicuramente la fiducia in tal senso e modificherebbe le cose.

All’interno di un clima diviso, fra aspettative di successo ed altre di insuccesso, gli Italiani sembrano essere in attesa di una mossa governativa che indichi la direzione da prendere.
Vedremo nei prossimi mesi come si evolveranno i dati relativi all’occupazione, alla disoccupazione e alla percentuale di inattivi, in base a come le politiche al vertice si muoveranno in tal senso.

È comprensibile che, a prescindere dal colore politico in cui si crede, che questo genere di dati migliorino in favore della popolazione, che ancora risente in parte della crisi del 2007, in nome della quale è bene si trattino tuttora vere e proprie politiche di contrasto, che possano infondere fiducia negli imprenditori e certezze nei dipendenti, per un risveglio serio e duraturo dell’economia nazionale.

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