Perché gli spot pubblicitari sono così brevi?

Ti sei mai chiesto il perché siamo passati da un Carosello pubblicitario che durava venti minuti a spot pubblicitari di appena quindici secondi? Perché gli spot pubblicitari sono diventati così brevi e, soprattutto, così “insistenti”? Chi ha vissuto durante l’epoca degli arbori della televisione sicuramente ricorderà i quattro o cinque cortometraggi del Carosello, dalla durata di cinque minuti ciascuno e che presentava una storiella realizzata da un particolare sponsor, vero? Quello strumento pubblicitario è il punto di inizio di questo breve racconto grazie al quale ti spiegheremo perché le cose, oggi, sono cambiate così radicalmente. Difatti se ti rivolgi ad una buona agenzia di spot pubblicitari di Milano la prima cosa che verrà chiarita è che per realizzare una pubblicità sarà essenziale essere brevi e concisi. Come mai?

La rapida crescita della pubblicità

La spiegazione deriva in parte da questioni sociali ma anche da ragioni storiche. In pratica agli arbori della pubblicità questa veniva inquadrata in un palinsesto giornaliero in modo tale da non disturbare la programmazione informativa, ovvero quella dei telegiornali e delle trasmissioni culturali del tempo. L’obiettivo era anche quello di non alterare il mondo pubblicitario al di fuori della tv, ovvero quello di radio e giornali, preservandone i loro introiti. Man mano che la pubblicità è diventata così importante e remunerativa, tuttavia, questa è diventata sempre più presente e persistente nelle vite di ognuno di noi. Quindi se inizialmente la pubblicità era un piccolo teatrino di intrattenimento nel quale il brand veniva a malapena nominato, con l’evoluzione del marketing il paradigma è stato completamente ribaltato per ragioni di guadagno.

L’etica nella pubblicità

Ovviamente i consumatori sono protetti da precise norme che regolamentano le produzioni pubblicitarie televisive ma molto spesso queste riescono a superare talune barriere etiche per imprimersi meglio e più velocemente nella mente delle persone. Se una pubblicità dura solo quindici secondi, quindi, questo lo si deve a scrupolose e attente strategie di marketing che hanno compreso in quali modalità il nostro cervello acquisisce determinate informazioni. C’è una linea molto sottile tra ciò che è etico e ciò che non lo è proprio perché gli spot sono studiati per essere efficaci e per comportare ritorni sugli investimenti. Quindi quando ci si affida ad un’agenzia pubblicitaria, questa studierà gli obiettivi del cliente e il budget di cui dispone, studiando una strategia ad hoc che tenga conto del pubblico a cui è destinata e quale azione questa deve suscitare.

Ecco la spiegazione

Il posizionamento orario e quello del canale, quindi, non sono affatto casuali ma sono il risultato di una contrattazione tra inserzionisti e fornitori che determina un preciso costo in base all’appetibilità dello slot selezionato. Non è un caso che i prodotti per la cura della casa siano pubblicizzati durante i pasti e che, invece, i giocattoli siano posizionati durante il pomeriggio. La breve durata, invece, è studiata per ottenere il massimo dell’attenzione nel minor tempo possibile. Le ragioni derivano anche dal fatto che la pubblicità sia praticamente ovunque e, quindi, per avere ascolto dalle persone si deve impiegare un intervallo di tempo minimo. A questo si aggiunge anche la progressiva iper-selettività che applichiamo inconsciamente ai messaggi pubblicitari che riceviamo, per la quale le aziende fanno sempre più fatica a farsi notare dalle persone. È per questo che, in conclusione, concentrare un messaggio chiaro e veloce serve a spiccare nel flusso continuo in cui siamo quotidianamente immersi ed è l’obiettivo prioritario di chi si occupa di pubblicità e comunicazione.